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Triora: il paese delle streghe

Triora ha una passato oscuro ed intrigante, dove il soprannaturale prende il sopravvento e si entra nel mondo dell'occulto.

In Italia esiste un piccolo borgo medievale suggestivo e ricco di fascino, capace di trasportarti indietro nel tempo. Parliamo di Triora, che per la sua insolita fama è stato denominato “il paese delle streghe” o “la Salem d’Italia”. Questo borgo si trova ad Imperia, in Liguria, a ridosso della Valle Argentina.

 

Il processo alle streghe che terrorizzò la Liguria

Piccoli e angusti vicoli che si inerpicano portando ad antiche dimore, sentieri che conducono ad un castello diroccato, un luogo affascinante e misterioso dove il tempo sembra essersi fermato e dove le storie dell’orrore prendono vita.

Una storia tragica accaduta alla fine del 1.500 conferisce al borgo di Triora tutto il suo famigerato ed enigmatico fascino.

Si tratta di una delle più importanti caccia alle streghe del nostro Paese che conferisce a questa città l’oscura fama di uno dei luoghi più soprannaturali d’Europa.

Triora era considerata fiorente grazie alla ricchezza dei suoi raccolti, ma tra il 1587 e il 1590 il paese iniziò a preoccuparsi per la mancanza di pioggia, che la popolazione decise di attribuire ad un sortilegio.

Gli abitanti del paese scontenti e inferociti cominciarono una incessante ricerca dei colpevoli.

Paranoia, superstizione, frivole dicerie e costante angoscia per il futuro fecero leva nell’animo collettivo per dare vita alla creazione di un capro espiatorio: venti donne furono così accusate di stregoneria.

Leggere simili vicende al giorno d’oggi pare inaudito e privo di ogni logica; ma tra il XIV e il XVI secolo le pratiche superstiziose erano comuni e il reato di stregoneria lo era altrettanto.

Autorità civili e religiose in questi casi si rifacevano a capi d’imputazione come cerimonie sataniche, patti stretti con diavolo, infanticidio e cannibalismo.

Stefano Carrega, il podestà di Triora, fece arrestare le venti malcapitate.

La Liguria in immagini
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Con l’arrivo degli inquisitori, inviati dal doge di Genova e dal vescovo di Albenga, iniziò ufficialmente il processo che sfociò in una serie di accuse e arresti, solo le donne appartenenti alle famiglie più influenti vennero liberate.

Vennero sequestrate alcune case che furono adibite a prigioni, camere di tortura e interrogatorio e tribunali: le prigioniere vennero seviziate e l’estrema sofferenza portò alcune di loro a confessare.

Vennero accusate dalla popolazione di essere colpevoli di atti osceni col demonio, di provocare carestie e tempeste e di causare la morte di bambini e bestiame.

Museo etnografico e di stregoneria

Oggi a Triora queste terribili vicende vengono ricordate adibendo in attrazioni turistiche i luoghi di prigionia e attraverso il Museo etnografico e di stregoneria.

Sale adibite a condividere e tramandare la storia e la cultura della città di Triora: un’esposizione di attrezzi utilizzati per la vita nei campi e la possibilità di immergersi nel ciclo del grano, vanto della città denominata Il Granaio della Repubblica di Genova.

Una cucina ricostruita secondo tradizione fa immergere i visitatori in un’epoca lontana, una sala dedicata al ciclo di vita del castagno e una, comunicante con la cucina, che attraverso l’esposizione di vari attrezzi mostra la lavorazione dei prodotti derivanti dal latte.

Dopo aver fatto parte della cultura e delle tradizioni trioresi ci si appropinqua verso la scala che conduce ai sotterranei: si accede così a un mondo soprannaturale.

Qui diverse sale dedicate alla stregoneria e alle terribili vicende del processo del 1587: il lugubre e tetro periodo storico di Triora viene fedelmente rappresentato da riproduzioni artigianali di streghe, documenti che riportano gli interrogatori e angusti spazi fanno rivivere le terribili sensazioni di chi veniva condotto al loro interno per poi non uscirne più.

In questi sotterranei si entrerà nel mondo dell’occulto tanto macabro quanto intrigante.

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Samhain Triora Halloween

Ovviamente la ricorrenza più sentita della città è Halloween.

Un velo magico e oscuro ricopre le strade della città: l’antico borgo si trasforma, si possono degustare curiosi pozioni magiche, teschi e zucche spuntano da ogni anfratto, zombie e streghe passeggiano per le vie, stravaganti fattucchiere leggono i tarocchi ai forestieri.

Un ambiente magico e una grande festa a cielo aperto che si estende su tutta Triora, ipnotizzando i turisti con spettacoli e leggende soprannaturali.

Una festa imperdibile dedicata a tutti e ineguagliabile per i bambini.

Cosa vedere a Triora

Ad accogliere i visitatori appena entrati in città è la Strega del Duemila: una statua in memoria del quarto centenario del famigerato processo.

In questo suggestivo borgo troviamo anche una grotta dedicata alla Madonna di Lourdes, un’opera voluta dal parroco della città nel primo decennio del Novecento.

Resta ancora in piedi ad osservare l’intera cittadina la cinta muraria e il torrione.

Poco distante dalle mura della città troviamo la Cabotina: il rifugio delle streghe.

Denominato baggiure in dialetto triorese, si tratta di un casolare semplice e diroccato dove si pensa si riunissero le streghe: in verità era un luogo che ospitava donne ai margini della società, dotate di conoscenze erboristiche e che si dilettavano in pratiche benefiche e naturali.

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